I siti alternativi ci sono
De Medici è un geologo che ha collaborato nei primi mesi del 2007 come consulente del commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti Bertolaso. Ha lavorato alla ricerca di siti per lo stoccaggio dei rifiuti che fossero il più possibile compatibili con l'ambiente e rispettosi delle risorse del territorio. Dopo averli individuati secondo parametri tecnici precisi, se li è visti “rifiutare” per ragioni che non gli sono state al momento ancora chiarite.
Intervista al prof. De Medici realizzata da Insutv
Stralcio della relazione tenuta dal prof. De Medici durante la conferenza stampa organizzata dall’Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia, sabato 12 maggio 2007, presso la sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.
Chiaiano:
Il 29 aprile 2008 si riunisce la commissione ambiente del Comune di Napoli per ascoltare le relazioni del geologo Prof.Ortolani e del Prof. De Medici in merito alla fattibilità di una discarica a Chiaiano.
I risultati sono drammatici: il commissariato straordinario (presieduto da De Gennaro) non ha fatto nessuno studio di impatto ambientale prima di prendere la decisione di localizzare una discarica a Chiaiano: il progetto non prevede nessuna tecnica che scongiurerebbe danni all'ambiente circostante (un parco regionale e i numerosi frutteti di ciliege) e inquinerebbe la maggiore falda acquifera sottostante Napoli.
Ma il peggio arriva quando, su domanda di un consigliere a riguardo della pericolosità di infiltrazioni tra la discarica e il costruendo megaserbatoio dell'acquedotto campano, la risposta conferma la probabilità forte che l'acqua potabile distribuita ad un milione di persone verrà inquinata dall'adozione del piano di De Gennaro e della Iervolino.
Intervento del prof. Ortolani alla commissione ambiente del Comune di Napoli:
Dal blog di
Antonio Menna
Ventitre maggio 2008, ore 18 e 30. Anno primo della nuova
era fascista.
Sono poche ore, ero lì, ho visto e so.
Vi diranno che c'erano manifestanti che lanciavano pietre sulla polizia. Non è vero.
Vi diranno che le forze dell'ordine erano venute pacificamente e che sono state provocate. Non è vero.
Vi diranno che hanno fermato cinque pericolosi teppisti. Non è vero.
Vi diranno che ci sono feriti tra i poliziotti. Non è vero.
Vi diranno che un giornalista del Tg3 ha perso la telecamera negli scontri e che la polizia l'ha ritrovata e gliel'ha conservata. Non è vero.
Vi diranno che sono intervenuti perchè c'era un blocco stradale. Non è vero.
Vi diranno di tutto come tutto vi hanno già detto.
Io, però, c'ero. Poche ore fa, ero lì. Il presidio della Rosa dei Venti era
tranquillissimo. Dalla mattina, addirittura, viaggiava ottimismo. Arrivavano posizioni di apertura sulla vicenda Chiaiano. Molti esponenti politici dicevano che erano una follia mettere una discarica in una cava di tufo. Addirittura il cardinale Martino aveva rilasciato
una dichiarazione dicendo che "
non possono esserci discariche vicino alle case e agli ospedali".
La giornata sembrava davvero pacifica. Chiaiano era nel decreto di Berlusconi come discarica ma Bertolaso aveva tranquillizzato: "non tutti i siti indicati saranno aperti. Su Chiaiano dobbiamo fare ancora tutte le verifiche tecniche e ambientali".
Tutte queste voci, al presidio, avevano iniettato ottimismo. Poi, verso le diciotto di ieri sera, è cambiato improvvisamente il vento. Una voce da Chiaiano: arrivano i blindati della polizia, sono decine, vengono dritti alla cava. E' scattato subito l'allarme, sui volti si è dipinta di colpo la tensione. Dai gazebo la gente si è portata alla strada e da lontano ha cominciato a vedere i lampeggianti. Si sono fatti tutti in prossimità dei cassonetti che chiudevano la via. Qualcuno ha detto "sediamoci a terra, non possono certo passarci sopra".
Così si sono seduti e hanno alzato le mani. C'erano signore anziane, bambini, molte donne, in prima fila colleghi assessori e consiglieri comunali.
Non possono passarci addosso.
Sbagliato.
Arrivano ad un passo dal presidio. Vomitano dai cellulari decine di divise con casco, manganello e scudo. Si posizionano e avanzano, incuranti della gente. Si fiondano sulla folla inerme, li bastonano nei fianchi e li tirano via come sacchi dalla strada. Ho visto coi miei occhi una divisa picchiare col manganello sul braccio di una signora anziana (avrà avuto 75 anni) fino a che questa non si è staccata da una sua amica, anziana come lei, e si è lasciata trascinare via.
Ho visto manganellate nei fianchi ad assessori comunali, ho visto manganellate in testa ad un contadino (che difende un pezzo di terra coltivato a pesche attiguo alla cava), l'ho visto sanguinare. Ho visto un giornalista del Tg3 (Romolo Sticchi) picchiato con un manganello e privato violentemente della telecamera.
Ho visto centinaia di persone sbigottite, spaventate, in lacrime che correvano via impietrite dalla paura e dal disgusto.
Questo è lo Stato?
Sì, eccolo. Non l'avevamo mai visto qui.
Lo avevamo sognato fare il suo ingresso trionfale per battere la camorra, per mettere in galera in delinquenti, per proteggerci.
Lo vediamo, al suo debutto, picchiare a sangue gente che ha la sola colpa di non voler 700mila tonnellate di rifiuti in una cava di tufo con una falda acquifera sotterranea a dieci metri, con un gravissimo dissesto idrogeologico e quattro ospedali a 300 metri in linea d'aria e 200mila persona tutt'intorno.
Gente che si ostina a dire no a una bomba ecologica nel cuore di Napoli, ieri sera, alle 18 e 30, è stata aggredita a freddo dalle forze dell'ordine.
Gente colpevole di essersi seduta a terra. Per questa ragione, cinque persone sono state prese di peso e portate in Questura.
Vi diranno che erano facinorosi. Non è vero.
Vi diranno che la polizia ha agito per la legalità. Non è vero.
Hanno picchiato gratuitamente, in una giornata tranquilla, nell'orario di maggior affluenza al presidio, in modo plateale e nel time giusto per i telegiornali della sera, per dare un segnale a tutti: attenti a contestare, sarete massacrati.
E' il metodo delle dittature militari.
Niente dialogo ma violenza, repressione, carcere, carri armati e menzogne di Stato.
Le forze dell'ordine hanno avuto presto la meglio sulla resistenza passiva dei manifestanti. Hanno lavorato a colpi di manganello e si sono posizionati sulla Rosa dei Venti. Da lì, almeno fino alle tre di stanotte, non si sono più mossi.
A dirigere le operazioni, una bella figura di poliziotto: Sossio Costanzo. Ex dirigente della Squadra Mobile di Napoli, Costanzo fu arrestato nel 1997, insieme a 19 suoi colleghi poliziotti del commissariato di Portici, perchè sospettato di aver favorito i clan camorristici della zona. Costanzo rimediò un rinvio a giudizio e perfino una condanna in primo grado a un anno e dieci mesi per favoreggiamento. Verdetto poi cancellato in appello, quando Costanzo è stato assolto e restituito al servizio.
Ben trovato, dottore. In gran forma.
Lo Stato ha fatto il suo ingresso a Marano. Ma si è accontentato di picchiare un po' di gente. Si è fermato al Titanic. Per tutta la notte si sono rincorse voci di un possibile nuovo attacco alla parte più avanzata del presidio. Ma fino a quando scrivo non è successo più nulla. Intanto, la tensione resta alta. In tanti sono rimasti sul presidio a fare un'assemblea permanente. Marano è rimasta isolata per tutta la notte. Posti di blocco dei carabinieri si sono posizionati a corso Europa, imbocco con via Morelli, via Merolla, via Lazio. Non facevano entrare nessuno nel perimetro della Rosa dei Venti mentre a quelli che uscivano prendevano le generalità.
Sul presidio abbiamo stazionato in tanti: il sindaco di Marano, quello di Mugnano, alcuni consiglieri comunali di Napoli e Mugnano e moltissimi colleghi consiglieri comunali di Marano, alcuni dei quali in prima fila nella battaglia. La presenza continuerà nei prossimi giorni. Ci sarà da battere una voglia muscolare di spazzare via il dissenso da parte di un governo tanto inconsistente quanto costretto a raccontarsi come decisionista e solido. Ci sarà da battere una informazione faziosa, a tesi, che ha già deciso di stare da parte della linea dura: bomba ecologica nella zona ospedaliera, a qualunque costo, perchè bisogna togliere la spazzatura dalle strade.
Un senso di solitudine invade chi a notte fonda prende la via di casa guardandosi alle spalle, tentennando, volendo per certi versi restare lì e per altri ragionare sul fatto che domani è un altro giorno.